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Per riflettere e discutere.
     
1  .    "I pi non sanno e valgono ben poco; i pochi soltanto hanno
 valore". Cos dice Eraclito nel frammento 104. La filosofia   per
 pochi. Quale significato possiamo dare a questa affermazione?  Pu
 estendersi ad ambiti diversi da quello filosofico?

2  .    Naturale e sovrannaturale. Nel nostro linguaggio quotidiano
 facciamo riferimento a fattori, enti, fenomeni sovrannaturali:  in
 quali   termini   era  definito  il  rapporto   fra   naturale   e
 sovrannaturale  nei  poeti e nei filosofi greci  arcaici?  In  che
 cosa  si differenzia il concetto di phy'sis dei fisici ionici  dal
 nostro  concetto di natura? E' possibile individuare nel  pensiero
 di  alcuni filosofi trattati in questo capitolo le radici  di  una
 contrapposizione naturale-sovrannaturale?

3  .    Pensiero, realt, lingua. Alla luce di quanto studiato fino
 a  qui,  quali  possono  essere  i  rapporti  fra  l'attivit  del
 filosofo  (pensare,  conoscere),  la  realt  da  conoscere  e  il
 linguaggio?

4  .    Il  giorno  e  la  notte sono una cosa sola.  Eraclito  nel
 frammento  57  scrive: "Maestro dei pi  Esiodo: credono  infatti
 che  questi conoscesse moltissime cose, lui che non sapeva neppure
 cosa fossero il giorno e la notte; sono infatti un'unica cosa".  I
 contrari,  che  per Anassimandro si sopraffanno a  vicenda  e  per
 Parmenide  a  vicenda si escludono, per Eraclito sono  un'unica  e
 medesima  cosa: come si possono spiegare tre punti di  vista  cos
 differenti  fra  loro?  In che cosa si differenzia  l'unificazione
 del molteplice dall'unit degli opposti?

5  .    "L'uomo  sapiente perch ha le mani", "L'uomo ha  le  mani
 perch  sapiente". Le due contrarie affermazioni di Anassagora  e
 di  Aristotele mostrano due concezioni dell'uomo: quali potrebbero
 essere  le  caratteristiche essenziali di questi diversi  tipi  di
 uomo?

6  .   "Le qualit delle cose esistono per convenzione; gli atomi e
 il  vuoto  per  natura".  Cos  sentenzia  Democrito,  secondo  la
 testimonianza  di  Diogene  Laerzio  (nono,  45).  Quali  sono  le
 difficolt  che incontra la filosofia greca arcaica  ad  ammettere
 l'esistenza del vuoto?

